lunedì 7 giugno 2010

Il metodo scientifico non è un'opinione.

Alcuni mi hanno suggerito che tale proposta potrebbe essere accusata di "oscurantismo scientista", ossia di avere gli stessi difetti ideologici (ma in senso contrario) che aveva il Tribunale dell'Inquisizione, che peccava di "oscurantismo teologico". Ebbene, questa posizione poggia su un grossolano errore che purtroppo commettono spesso anche intellettuali di un certo livello. L'errore,  è il considerare "il punto di vista scientifico" come uno qualsiasi degli infiniti punti di vista dai quali si può considerare una questione. In realtà, invece, se ci limitiamo ad un ben preciso ambito di questioni, è innegabile che il punto di vista scientifico sia l'unico che possa avere sensatamente voce in capitolo.
Se dobbiamo decidere quale tra due automobili dobbiamo acquistare, è chiaro che il punto di vista scientifico debba essere considerato solo uno dei tanti criteri in base al quale scegliere. C'è chi vede un'auto solo come una tabella di numeri, e chi non può fare a meno di quella piega della lamiera che fa tanto chic. Ma se dobbiamo decidere se una cura sia efficace o meno, o se dobbiamo verificare se una persona sia in grado o meno di prevedere il futuro, non c'è opinione o cultura o storia o filosofia che tenga: solo il metodo scientifico può decidere. Prendiamo il caso di un qualsiasi metodo di trattamento delle malattie, che chiameremo per comodità M. Abbiamo una malattia, e dobbiamo verificare se M possa dare un qualche beneficio. Semplificando, il metodo scientifico richiede che:

1)  M dimostri, in condizioni di controllo, di dare qualche reale beneficio
2)  successivamente, se M funziona, si dia una teoria che spieghi quei risultati e soprattutto  ne preveda altri da verificare

Attenzione, la scienza si accontenterebbe anche solo del punto 1) per accettare M. La ricerca di una teoria è auspicabile ma non determinante. Al contrario, il solo punto 2), ossia una teoria, bella quanto si vuole, che preveda certi risultati non confermati dall'esperienza, sarebbe considerata nella migliore delle ipotesi solo come un piacevole esercizio mentale.

Negare questo metodo nel suo ambito di applicazione, significa o essere in malafede, o semplicemente negare l'Uomo, nel qual caso ci si dovrebbe astenere da qualsiasi discorso o azione che riguardi l'Uomo stesso.

Oggi, invece, esistono molti metodi a supporto dei quali si danno solo belle teorie, millenni di tradizione, montagne di trattati, miriadi di aneddoti e racconti, ma neanche un barlume di risultato ottenuto in condizioni di controllo. Ed i loro sostenitori, ignorando completamente, in buona o malafede, il metodo scientifico,  pretendono di avere credito proprio invocando (a sproposito!) il giusto principio del rispetto del pluralismo delle opinioni.

Chi controbatte affermando che la scienza non può spiegare tutto e che non tutto ciò che è attualmente inspiegabile scientificamente è necessariamente falso, deve avere evidentemente qualche problema con la logica: il metodo scientifico, non nega la validità di queste due affermazioni, ma esse sono assolutamente inutili per difendere chi tenta di evitare di sottoporre le proprie affermazioni al suo vaglio. La scienza pretende solo di essere in grado di verificare se un raffreddore è stato guarito o meno da una mano imposta sul capo.

Pretendere semplicemente che chi propaganda beni o servizi non si dimentichi dell'onere della verifica scientifica, non è oscurantismo. Lo sarebbe, semmai, il contrario.

Dite la vostra.

2 commenti:

  1. da manuale!
    perfettamente d'accordo.

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  2. Complimenti.
    Ti ho linkato:
    http://ipensieridelfioba.blogspot.com/2010/06/no-ciarlatani-una-proposta-di-legge.html

    Massimo

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